Catania, Sicilia: tre giorni qui non sono tantissimi, ma sono esattamente il tempo giusto per farti innamorare di questa città senza correre come un pazzo. Sono Fabio, host del Lavika Loft, e ti dico subito una cosa: con due giorni vedi il centro e poco altro, con quattro ti rilassi, ma con tre giorni Catania si apre per bene. Riesci a infilare il centro storico barocco, una giornata intera sull'Etna, il mare della Riviera dei Ciclopi e, ovviamente, una quantità imbarazzante di cibo.

In questo articolo ti racconto l'itinerario che consiglio quasi sempre ai miei ospiti, quello collaudato negli anni, con orari veri, prezzi veri e qualche dritta che sui siti turistici non trovi. Niente brochure, solo come farei io. Se invece hai più o meno tempo a disposizione, ti lascio anche l'itinerario per 2 giorni e quello per 4 giorni, così scegli quello che fa per te.

Giorno 1: il centro storico UNESCO

La risposta breve è questa: il primo giorno lo dedichi tutto al centro, a piedi, perché Catania è patrimonio UNESCO e il barocco di pietra lavica nera lo vedi solo camminando lentamente col naso all'insù.

Parti da Piazza del Duomo, il cuore della città. Qui c'è la Cattedrale di Sant'Agata, dedicata alla nostra patrona (a febbraio la festa è una roba pazzesca, ma questo è un altro discorso), e al centro della piazza trovi 'u Liotru, la Fontana dell'Elefante: un elefantino di pietra lavica con sopra un obelisco egizio. È il simbolo di Catania, la prima foto la fai qui.

Vista di Piazza del Duomo a Catania con la Fontana dell'Elefante
Piazza del Duomo con la Fontana dell'Elefante, il cuore di Catania

A pochi metri dalla piazza, sul lato sud, si nasconde la Pescheria, il mercato del pesce. Vacci la mattina presto, diciamo tra le 7:30 e le 10, quando è in pieno fermento: pescivendoli che urlano, banchi pieni di tonno e pesce spada, odore di mare e limone. È teatro puro, gratis, e ti svegli meglio di un caffè.

Da lì sali verso Via dei Crociferi, la strada barocca più bella della città: una fila di chiese e conventi tutti in fila in circa 200 metri. Poi, poco più su, arrivi al Monastero dei Benedettini, uno dei complessi benedettini più grandi d'Europa, oggi sede dell'università. Qui ti consiglio il tour guidato, dura circa un'ora e mezza e ti porta in posti che da solo non vedresti, comprese le cucine monumentali e gli scavi sotto il pavimento.

Fabio host di Lavika Loft

Il consiglio di Fabio

Sul tour dei Benedettini ti do una dritta che vale oro: non serve prenotare giorni prima. Prenoti online la mattina stessa, dal sito dell'associazione Officine Culturali, e quasi sempre trovi posto per il pomeriggio. Costa pochi euro e i ragazzi che fanno da guida sono studenti che amano davvero questo posto. Si sente.

Nel pomeriggio risali la Via Etnea, il corso principale, lungo circa 3 chilometri e con l'Etna che ti fa da sfondo in fondo alla strada. Cammini, entri nei negozi, ti fermi per una granita, e arrivi fino alla Villa Bellini, il giardino storico della città, perfetto per sederti dieci minuti all'ombra. La sera torni verso Piazza del Duomo per cena: la zona è piena di trattorie dove mangiare pasta alla Norma e una frittura di paranza come si deve.

Giorno 2: il vulcano

La risposta breve è questa: il secondo giorno è dell'Etna, e gli dedichi l'intera giornata. Non provare a comprimerlo, ne vale la pena.

Il modo più semplice ed economico per salire senza auto è il bus AST (la vecchia GTT per i catanesi) che parte da Via Etnea, davanti alla stazione centrale, verso le 8:15 del mattino. In circa due ore ti porta fino al Rifugio Sapienza, a quota 1.900 metri, e riparte per il rientro nel primo pomeriggio. Costa pochi euro andata e ritorno, controlla gli orari il giorno prima perché cambiano tra estate e inverno.

L'Etna innevato visto dalla pianura di Catania
L'Etna innevato visto da quota Rifugio Sapienza

Arrivato in quota, hai i Crateri Silvestri proprio lì, crateri spenti che puoi girare a piedi liberamente, con una vista pazzesca sulla colata e sul mare in fondo. Da qui hai due opzioni:

  • Trekking libero intorno ai crateri bassi, gratis, adatto a tutti, ti basta un'oretta o due per goderti il paesaggio lunare.
  • Trekking guidato in quota alta, salendo con la funivia e poi i 4x4 verso i 2.900-3.000 metri, con una guida vulcanologica. Costa di più (intorno ai 60-70 euro tutto compreso) ma se vuoi avvicinarti ai crateri sommitali è l'unico modo sicuro e legale.

Per pranzo ti fermi al rifugio o ai chioschi in quota: panino con salsiccia, un piatto caldo, niente di gourmet ma a 1.900 metri ha tutto un altro sapore.

Fabio host di Lavika Loft

Il consiglio di Fabio

Vestiti a strati, sempre, anche d'estate. Sembra una banalità ma ogni anno vedo gente salire in pantaloncini e infradito ad agosto e poi battere i denti. In quota la temperatura crolla anche di 10 gradi rispetto alla città, c'è quasi sempre vento e il sole brucia. Porta una felpa, una giacca antivento, scarpe chiuse e un cappellino. Ringraziami dopo.

Nel pomeriggio, se hai noleggiato un'auto o hai prenotato un tour, scendi verso il versante delle cantine. L'Etna è una zona vinicola incredibile, vini come l'Etna Rosso da uve Nerello Mascalese che nascono su terreni vulcanici unici al mondo. Ti consiglio una visita con degustazione da Benanti o alla Tenuta delle Terre Nere: prenoti prima, paghi intorno ai 25-40 euro a persona e bevi guardando i vigneti ad alberello aggrappati alla lava. Si rientra in serata, stanchi e felici.

I vigneti vulcanici di una cantina sulle pendici dell'Etna
Vigneti ad alberello sui terreni vulcanici dell'Etna

Giorno 3: il mare della Riviera dei Ciclopi

La risposta breve è questa: il terzo giorno scendi al mare, sulla Riviera dei Ciclopi, a una manciata di chilometri a nord di Catania. Borghi di pescatori, mito greco e pesce freschissimo.

Prima tappa Aci Castello, a circa 9 chilometri dal centro. Qui c'è il castello normanno costruito direttamente sulla roccia di lava nera, a picco sul mare. Il biglietto costa circa 3 euro e dalla cima la vista sul golfo è da cartolina. Ci entri in mezz'ora abbondante.

Poi prosegui di un paio di chilometri fino ad Aci Trezza e ai suoi Faraglioni dei Ciclopi: secondo il mito, sono i massi che il ciclope Polifemo scagliò contro Ulisse in fuga, raccontato da Omero nell'Odissea. Sono lì, neri, piantati nel mare blu, ed è uno dei posti più scenografici di tutta la zona. Verga ci ambientò pure "I Malavoglia", per dirti.

I Faraglioni dei Ciclopi di fronte ad Aci Trezza
I Faraglioni dei Ciclopi davanti ad Aci Trezza

A mezzogiorno ti siedi in una trattoria sul porticciolo di Aci Trezza e fai un pranzo di pesce serio: spaghetti ai ricci, un fritto misto, magari del pesce alla griglia. Spendi un po' di più rispetto al centro città, mettiti in conto 30-40 euro a persona, ma sei davanti ai Faraglioni e ne vale la pena.

Fabio host di Lavika Loft

Il consiglio di Fabio

Per arrivare ad Aci Trezza senza auto è semplicissimo. Il bus AST parte dall'autostazione di Catania (vicino alla stazione centrale) ogni 20 minuti circa, ci mette una ventina di minuti e costa intorno a 1,90 euro a tratta. Niente parcheggi da cercare, niente stress, scendi praticamente sul lungomare.

Il pomeriggio è da spiaggia. Qui la costa è rocciosa, di scogli lavici, quindi metti in valigia delle scarpette da scoglio. Trovi sia tratti liberi sia lidi attrezzati dove affitti lettino e ombrellone per 10-15 euro. Ti tuffi in un'acqua trasparente e fai il bagno guardando i Faraglioni. Prima di rientrare a Catania, ultimo rito obbligatorio: una granita, mandorla o gelsi, con la brioche col tuppo. È così che si chiude in bellezza.

Dove dormire a Catania per 3 giorni

La risposta breve è questa: dormi in centro, a piedi da Piazza del Duomo. Con un itinerario così ti muovi tantissimo, e avere la base nel cuore della città ti cambia la vacanza.

Un appartamento in centro, rispetto all'hotel, ti dà vantaggi concreti su tre giorni:

  • Torni a piedi dopo cena, senza taxi e senza pensieri, le trattorie e i locali sono sotto casa.
  • Hai una cucina: ti prepari la colazione con calma e magari ti scoli quella bottiglia di Etna Rosso comprata in cantina.
  • Sei vicino sia ai bus per l'Etna (Via Etnea) sia all'autostazione per Aci Trezza, quindi le giornate fuori porta partono in scioltezza.
  • Hai più spazio per stendere la felpa umida dell'Etna e le scarpette da scoglio.

Il Lavika Loft è esattamente questo: un appartamento nel centro storico, a due passi dalla Pescheria e da Via Etnea, pensato per chi vuole vivere Catania da dentro e non da turista di passaggio. Se le date ti tornano, dai un'occhiata alla disponibilità e scrivimi pure, rispondo sempre io.

E se l'Etna ti incuriosisce più di così, ti consiglio di leggere la guida dedicata all'escursione sull'Etna da Catania, dove entro nel dettaglio di funivia, guide e quote alte.

Domande frequenti

Si riesce a fare Etna e mare nello stesso viaggio di 3 giorni?

Sì, e anzi è proprio il bello dei 3 giorni a Catania. Dedichi una giornata intera all'Etna (il secondo giorno) e una al mare della Riviera dei Ciclopi (il terzo). Sono due mondi opposti a meno di un'ora di distanza l'uno dall'altro: la mattina puoi essere a 1.900 metri tra i crateri e il giorno dopo fare il bagno davanti ai Faraglioni. È una delle cose che rende Catania così speciale.

È meglio affittare un'auto o muoversi coi mezzi?

Dipende dal giorno. Per il centro storico l'auto è inutile, anzi è un problema (ZTL e parcheggi cari), si gira tutto a piedi. Per l'Etna e per Aci Trezza i bus AST funzionano bene e costano pochissimo (1-2 euro a tratta). L'auto la consiglio solo se vuoi visitare le cantine dell'Etna nel pomeriggio del secondo giorno o esplorare con calma i borghi della costa. Per molti ospiti, mezzi pubblici e qualche taxi sono più che sufficienti per 3 giorni.

Quanti euro al giorno si spendono a Catania?

Catania è una città abbordabile. Escludendo l'alloggio, mettiti in conto circa 50-70 euro al giorno a persona per mangiare bene (colazione con granita 3-4 euro, pranzo veloce 10-15 euro, cena in trattoria 25-35 euro). Il giorno dell'Etna spendi di più se fai il trekking guidato in quota alta (60-70 euro) o la degustazione in cantina (25-40 euro). I trasporti pubblici incidono pochissimo. In generale è una delle mete italiane dove si mangia da dio spendendo poco.

Cosa si mangia assolutamente a Catania?

Lista corta ma sacra: la pasta alla Norma (con melanzane fritte, ricotta salata e pomodoro), gli arancini (al ragù o al pistacchio), la granita con brioche col tuppo a colazione (mandorla, pistacchio o gelsi), il pesce della Pescheria e, se passi da un chiosco, una bibita al seltz limone e sale. Per dolce, la cassata e i cannoli. Non si torna a casa con la fame, garantito.

Taormina è visitabile in giornata da Catania?

Sì, Taormina dista circa 50 chilometri ed è raggiungibile in treno (un'oretta) o in bus diretto. È perfetta per una gita in giornata. Però attenzione: in un itinerario di 3 giorni come questo non c'è spazio, perché le giornate sono già piene tra centro, Etna e mare. Se Taormina ti interessa davvero, valuta di allungare il soggiorno a 4 giorni, così la inserisci senza rinunciare al resto.